| La maggior parte degli adulti in buona salute può fare un impianto dentale. Le controindicazioni assolute sono rare. Le situazioni che richiedono attenzione sono diabete non controllato, terapia con bifosfonati endovenosi, radioterapia alla testa, fumo intenso e osso insufficiente. L’unico modo per sapere se sei un candidato idoneo è una visita implantologica con diagnostica 3D. |
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“Posso fare l’impianto?” È la domanda che quasi ogni paziente fa prima ancora di sapere quanto costa o quanto fa male. La risposta, nella maggior parte dei casi, è sì. Ma capire perché richiede di conoscere le variabili in gioco.
Al Centro Odontoiatrico Floridi di Città di Castello la visita implantologica preliminare ha esattamente questo scopo: valutare la situazione specifica e rispondere a questa domanda con dati clinici, non a intuito.
Buone notizie: quasi tutti possono farlo
Il candidato ideale è un adulto con crescita ossea completata, gengive sane, buona salute generale e una buona igiene orale. Queste condizioni sono comuni alla maggioranza delle persone che si presentano in studio.
I casi in cui non si può procedere subito sono meno frequenti di quanto si pensi. Molto spesso non si tratta di un rifiuto definitivo, ma di una preparazione necessaria prima dell’inserimento.
Quando non si può fare: le controindicazioni assolute
Radioterapia alla testa e al collo
La radioterapia compromette la vascolarizzazione ossea. In questi pazienti il rischio di osteoradionecrosi (necrosi dell’osso attorno all’impianto) è concreto. Ogni caso richiede valutazione multidisciplinare con il team oncologico di riferimento.
Bifosfonati per via endovenosa
I bifosfonati ev (usati per metastasi ossee o osteoporosi grave) compromettono la guarigione ossea in modo severo. Quelli per via orale, più comuni, vanno valutati caso per caso: non sono necessariamente una controindicazione assoluta, ma richiedono una gestione specifica.
Coagulopatie non controllate
Qualsiasi disturbo grave della coagulazione non gestito rende rischioso qualsiasi intervento chirurgico. In questi casi è necessaria una valutazione ematologica e, se possibile, una modifica temporanea della terapia.
Quando si può fare con cautela: i casi da valutare
Diabete
Il diabete ben controllato non è una controindicazione. Il diabete non controllato (valori HbA1c elevati) rallenta la guarigione dei tessuti e aumenta il rischio infettivo. La soluzione non è rinunciare all’impianto, ma ottimizzare il compenso glicemico prima di procedere. Una semplice analisi del sangue è il punto di partenza.
Fumo
Il fumo non è una controindicazione assoluta, ma è il principale fattore di rischio modificabile per il fallimento implantare. I fumatori hanno un rischio di perimplantite circa 3 volte superiore. Molti chirurghi chiedono di sospendere o ridurre significativamente il fumo nelle settimane prima e dopo l’intervento.
Cosa possiamo fare insieme: la scelta di fumare è tua. Ma è importante che tu sappia quanto incide sull’esito. Ne parliamo in visita senza giudizi.
Malattia parodontale attiva
Un paziente con parodontite attiva non trattata non è un buon candidato all’impianto: i batteri responsabili della parodontite sono gli stessi che causano la perimplantite. Prima si stabilizza la situazione parodontale, poi si pianifica l’impianto. Al Centro Odontoiatrico Floridi offriamo trattamenti di Parodontologia per preparare il terreno.
Immunosoppressione
Pazienti in terapia immunosoppressiva (post-trapianto, malattie autoimmuni) richiedono una valutazione attenta del rischio-beneficio in coordinamento con il medico di riferimento. Non è un no automatico: è un sì condizionato a una pianificazione più accurata.
Le domande più frequenti sull’idoneità
“Ho sentito dire che con il diabete non si può fare l’impianto.”
Non è corretto. Il diabete ben gestito non impedisce l’implantologia. Il problema è il diabete non controllato. Se i tuoi valori glicemici sono in range, la tua situazione va valutata concretamente in visita, non esclusa a priori.
“Prendo anticoagulanti. Posso farlo?”
Dipende dall’anticoagulante e dalla tua condizione clinica. In molti casi è possibile procedere con modifiche temporanee alla terapia, in accordo con il tuo medico. Non è una domanda a cui si risponde senza visita.
“Ho già perso un impianto in passato. Posso riprovarci?”
Sì, spesso sì. Dipende dal perché si è perso il precedente. Se la causa era osso insufficiente, può essere risolta con un innesto. Se era una questione di igiene, si riparte da lì. Raramente la perdita di un impianto preclude qualsiasi tentativo futuro.
Impianti e anziani: non c’è un limite di età
No, non esiste un limite di età superiore per l’implantologia. L’età anagrafica di per sé non è una controindicazione. Pazienti di 70, 75, 80 anni ricevono impianti ogni giorno con ottimi risultati, se le condizioni cliniche lo permettono.
Quello che conta è la salute generale, la qualità dell’osso e l’assenza di patologie che compromettano la guarigione. L’anziano in buona salute è spesso un candidato migliore rispetto al fumatore di 45 anni con parodontite non trattata.
L’età è un numero. La qualità dell’osso e la salute sistemica sono i fattori reali.
Impianti e giovani: quando si aspetta
Il limite inferiore è più preciso: l’impianto non si esegue prima che la crescita ossea sia completata. Questo avviene generalmente intorno ai 18 anni per le femmine e 20 per i maschi.
In una mascella o mandibola ancora in crescita, l’impianto resterebbe fisso mentre l’osso continua a modellarsi, creando asimmetrie estetiche e problemi funzionali nel tempo. L’attesa non è precauzione eccessiva: è necessità clinica.
Ho poco osso: sono escluso per sempre?
No. La mancanza di osso è il problema più frequente che porta a rimandare, non a rinunciare, all’impianto. Esistono tecniche chirurgiche specifiche per rigenerare o aumentare l’osso prima dell’inserimento:
- Innesto osseo: osso autologo (del paziente stesso), omologo (da banca) o sintetico viene aggiunto nella zona carente
- Rialzo del seno mascellare: usato quando manca osso nella zona dei molari superiori
- Rigenerazione ossea guidata: membrane specifiche guidano la ricrescita ossea attorno all’impianto
Queste procedure aggiungono 4–6 mesi al percorso totale, ma permettono a molti pazienti che inizialmente sembravano non idonei di ricevere impianti con risultati eccellenti. Visita la sezione Chirurgia Orale per saperne di più.
L’unico modo per sapere se sei un candidato idoneo è una visita con diagnostica 3D. Tutto il resto sono supposizioni.
Articolo a cura del Centro Odontoiatrico Floridi Città di Castello (PG) | Implantologia e Odontoiatria Riabilitativa









