Se hai notato sanguinamento gengivale, alito cattivo persistente o gengive che si ritirano, potresti essere di fronte ai primi segnali di una malattia parodontale. In questa guida pratica trovi come riconoscere la parodontite, quando intervenire e quali terapie sono oggi disponibili. Presso il Centro Odontoiatrico Dr.ssa Paola Floridi a Città di Castello offriamo percorsi personalizzati e, quando indicato, utilizziamo anche il laser a diodo come supporto alle terapie convenzionali. La Dr.ssa Paola Floridi e il suo team ti accompagnano dalla diagnosi al mantenimento, con un approccio basato su evidenze scientifiche e sulla prevenzione a lungo termine.
Gengive che sanguinano: il primo campanello d’allarme
Il sanguinamento non è “normale”: è un segno di infiammazione (spesso gengivite), fase ancora reversibile. Se il sanguinamento persiste oltre una settimana, compare spontaneamente o si associa a gonfiore e arrossamento, è consigliabile una valutazione parodontale. Al Centro Odontoiatrico Dr.ssa Paola Floridi a diagnosi precoce aiuta a evitare complicanze.
I 7 sintomi della parodontite da non ignorare
- Sanguinamento gengivale persistente
- Gengive gonfie o arrossate
- Alito cattivo costante
- Recessione gengivale (denti che “sembrano più lunghi”)
- Sensibilità dentale aumentata
- Spazi che compaiono tra i denti
- Denti che si muovono o cambiano posizione
Se riconosci più segnali, prenota una visita presso il Centro Odontoiatrico Dr.ssa Paola Floridi.
Autovalutazione (indicativa)
Spunta mentalmente: sanguinamento, alitosi persistente, recessione, sensibilità, spazi nuovi, mobilità, familiarità, fumo, diabete.
- 0–2 sì: continua con igiene e controlli periodici.
- 3–5 sì: visita consigliata.
- ≥6 sì: visita specialistica prioritaria.
Il test non sostituisce una diagnosi professionale: la Dr.ssa Paola Floridi effettua il sondaggio parodontale per confermare o escludere la malattia.
Gengivite vs Parodontite: la differenza che conta
- Gengivite: infiammazione superficiale, reversibile con igiene professionale e domiciliare.
- Parodontite: coinvolge gengiva, legamento e osso, con perdita di attacco e tasche ≥4 mm; richiede terapia dedicata e mantenimento regolare.
Agire presto significa terapie meno invasive e risultati più stabili.

Quando preoccuparsi: i segnali di urgenza
Contatta subito lo studio se noti: sanguinamento abbondante e persistente, gonfiore marcato/ascessi, pus, dolore continuo, denti che si muovono o cambiano posizione rapidamente. Il team del Centro Odontoiatrico Dr.ssa Paola Floridi può intervenire tempestivamente per contenere l’infezione.
Fattori di rischio: cosa puoi controllare
- Igiene orale insufficiente: spazzolino 2×/giorno (≥2 minuti), filo/scovolini, igiene professionale.
- Fumo: aumenta rischio e riduce la risposta alle cure.
- Diabete: relazione bidirezionale con la parodontite; serve buon controllo glicemico.
- Altri: predisposizione familiare, gravidanza/cambi ormonali, stress, dieta povera, bruxismo, farmaci che riducono la salivazione.
La Dr.ssa Paola Floridi integra la gestione dei fattori di rischio nel tuo piano di cura.
La parodontite è contagiosa?
Non nel senso classico. I batteri orali possono passare tramite saliva, ma la malattia dipende anche da predisposizione, igiene e fattori di rischio. Regola d’oro: igiene scrupolosa e niente condivisione di spazzolini.
Diagnosi al Centro Odontoiatrico Dr.ssa Paola Floridi (Città di Castello)
- Anamnesi e fattori di rischio
- Sondaggio parodontale (6 siti per dente) e valutazione della mobilità
- Radiografie mirate per il livello osseo
- Piano terapeutico personalizzato con tempi e costi trasparenti
Tecnologie aggiornate e protocolli standardizzati guidano le scelte cliniche; quando indicato, il laser a diodo viene integrato come coadiuvante.
Come si cura: fasi del trattamento
- Terapia causale (SRP)
Rimozione di placca e tartaro sopra e sotto gengiva con strumenti manuali e ultrasuoni (scaling e root planing). È la base del trattamento. - Laser a diodo (quando indicato, come supporto)
Può contribuire a ridurre la carica batterica nelle tasche più profonde, contenere il sanguinamento intra-operatorio e favorire la guarigione dei tessuti (fotobiomodulazione). Non sostituisce lo SRP, ma lo integra. - Rivalutazione (6–8 settimane)
Si misurano nuovamente tasche e sanguinamento per verificare la risposta. Se persistono siti critici, si può ripetere la terapia o considerare procedure chirurgiche nei casi complessi. - Mantenimento (ogni 3–4 mesi)
È la chiave della stabilità nel tempo: richiami periodici al Centro Odontoiatrico Dr.ssa Paola Floridi, igiene professionale, controllo dei fattori di rischio e, se serve, interventi mirati.
Tecnologie moderne: il ruolo del laser a diodo
Usato come coadiuvante alle terapie meccaniche, il laser a diodo può:
- contribuire alla riduzione della carica batterica in profondità;
- ridurre il sanguinamento intra-operatorio e migliorare il comfort;
- favorire la guarigione dei tessuti molli.
La Dr.ssa Paola Floridi valuta caso per caso l’indicazione al laser, in un’ottica di beneficio clinico e sicurezza.
Conclusioni: agire presto, mantenere nel tempo
La parodontite è una malattia cronica ma gestibile. Diagnosi accurata, terapia causale ben eseguita e un programma di mantenimento costante sono ciò che davvero fa la differenza. Il laser a diodo, quando indicato, rappresenta un utile supporto alle cure tradizionali, con potenziali benefici su controllo batterico, parametri clinici, comfort e tempi di recupero. Al Centro Odontoiatrico Dr.ssa Paola Floridi di Città di Castello, il percorso è personalizzato, trasparente e orientato a preservare denti e gengive nel lungo periodo.
Articolo a cura del Centro Odontoiatrico Dr.ssa Paola Floridi
Città di Castello (PG) | Tecnologia Laser a Diodo per Parodontologia









